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Guida legale

Normativa agenti di commercio: codice civile e AEC

La normativa sugli agenti di commercio in breve: codice civile, accordi economici collettivi, provvigioni, preavviso, FIRR e indennità.

In breve: la normativa sugli agenti di commercio sta su due livelli. Il primo è il codice civile, articoli dal 1742 al 1753: contratto di agenzia, provvigioni, preavviso e indennità di fine rapporto, per tutti. Il secondo sono gli accordi economici collettivi (AEC), uno per il commercio e uno per l'industria: aggiungono FIRR, indennità suppletiva e preavvisi più lunghi, ma vincolano il preponente che fa parte di un'associazione firmataria o il cui contratto li richiama. Non esistono un CCNL degli agenti né il TFR: al loro posto ci sono gli AEC e, a fine rapporto, FIRR e indennità.

Il codice civile: gli articoli dal 1742 al 1753

È la normativa di base per agenti e rappresentanti di commercio. Vale per ogni mandato, anche quando il preponente (il mandante) non applica nessun accordo collettivo.

Gli articoli del codice civile sul contratto di agenzia
ArticoloCosa stabilisce
1742L'agente è incaricato stabilmente di promuovere contratti per il preponente in una zona determinata. Il contratto deve essere provato per iscritto.
1743Esclusiva reciproca: niente più agenti nella stessa zona per lo stesso ramo, niente affari per imprese concorrenti nella stessa zona.
1744L'agente non può riscuotere i crediti del preponente senza autorizzazione.
1745I clienti possono fare all'agente dichiarazioni e reclami sull'esecuzione del contratto.
1746Lealtà e buona fede. Lo star del credere è vietato, salvo una garanzia sul singolo affare che non supera la provvigione di quell'affare.
1747Se non può lavorare, l'agente avvisa subito il preponente.
1748Diritto alla provvigione: quando matura e quando si restituisce.
1749Estratto conto e pagamento delle provvigioni.
1750Durata del contratto, recesso e preavviso.
1751Indennità di fine rapporto.
1751-bisPatto di non concorrenza dopo la fine del rapporto.
1752Agente con rappresentanza, che conclude i contratti per il preponente.
1753Agenti di assicurazione.

Gli accordi economici collettivi: commercio e industria

Gli accordi economici collettivi (AEC) li firmano le associazioni dei preponenti e quelle degli agenti. Partono dal codice civile e aggiungono regole più precise: FIRR, indennità suppletiva e meritocratica, preavvisi più lunghi. Oggi sono due:

  • AEC commercio: firmato il 4 giugno 2025, in vigore dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2029. Ha sostituito l'accordo del 16 febbraio 2009.
  • AEC industria: l'accordo economico collettivo per gli agenti e rappresentanti di commercio del settore industria del 30 luglio 2014, ancora in vigore. Il tavolo per il rinnovo si è aperto il 15 gennaio 2026.

Un AEC vincola il preponente che fa parte di un'associazione che l'ha firmato, o il cui contratto lo richiama. Se non è il tuo caso, contano il codice civile e quello che c'è scritto nel mandato. La prima cosa da controllare, quindi, è se il contratto richiama un accordo, e quale.

Esiste un CCNL per agenti e rappresentanti di commercio?

No. Il CCNL è il contratto dei lavoratori dipendenti, e l'agente è un lavoratore autonomo. Il ruolo che per un dipendente ha il CCNL, per l'agente lo hanno gli AEC: chi cerca il "CCNL dei rappresentanti di commercio" di solito cerca l'accordo economico collettivo.

Le provvigioni

Salvo patto diverso, la provvigione spetta dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito, o avrebbe dovuto eseguire, la sua prestazione verso il cliente. Al più tardi, e senza deroghe, da quando il cliente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la sua (art. 1748 c.c.). Spetta anche sugli affari conclusi dopo la fine del contratto, se la proposta era arrivata prima, o se l'affare si chiude entro un termine ragionevole ed è merito soprattutto dell'agente.

Lo storno ha un limite: l'agente restituisce le provvigioni solo se è certo che il contratto con il cliente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente, ed è nullo ogni patto più sfavorevole all'agente. L'estratto conto e il pagamento arrivano entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre (art. 1749 c.c.). Il netto dopo ritenuta ed Enasarco lo vedi nel calcolo provvigioni agenti.

Il preavviso

Nel contratto a tempo indeterminato chi recede deve dare il preavviso. Il codice civile fissa i minimi; gli AEC li allungano, soprattutto per il monomandatario. Mesi dovuti dal preponente:

Mesi di preavviso per anno di contratto: codice civile e accordi economici collettivi
Anno di contrattoCodice civileCommercio 2025 pluriCommercio 2025 monoIndustria 2014 pluriIndustria 2014 mono
1°13535
2°23535
3°33535
4°44645
5°55755
Dal 6° all'8°66866
Dal 9°66868
Se recede l'agenteStessa scala3535

Con il codice civile il preponente non può dare un preavviso più breve di quello dovuto dall'agente. Con gli AEC l'agente che recede deve 3 mesi se plurimandatario e 5 se monomandatario, indipendentemente dalla durata del rapporto. Con gli AEC, chi non dà il preavviso paga un'indennità: tanti dodicesimi delle provvigioni dell'anno solare precedente quanti sono i mesi dovuti. L'AEC commercio 2025 ha allungato il preavviso del monomandatario dal 4° anno: con l'accordo del 2009 erano 5 mesi fino al 5° anno.

Se l'agente si dimette

L'agente che si dimette deve il preavviso e, di regola, perde l'indennità dell'art. 1751. Non la perde se le dimissioni sono giustificate da circostanze attribuibili al preponente, o da età, infermità o malattia per cui non gli si può più chiedere di continuare. Con l'AEC commercio anche la suppletiva resta dovuta a chi si dimette dopo almeno un anno per invalidità permanente e totale, malattia, motivi imputabili al preponente o pensione, dal 2025 anche anticipata o Ape.

Le dimissioni per giusta causa sono il caso estremo: un inadempimento del preponente così grave da non permettere di andare avanti nemmeno durante il preavviso. L'agente di norma recede subito, senza preavviso, e conserva le indennità. Se la giusta causa viene contestata, la decide un giudice: prima di mandare la lettera, mettila per iscritto con un legale.

Il patto di non concorrenza

Durante il rapporto vale l'esclusiva dell'art. 1743. Dopo la fine, l'agente è libero, salvo un patto di non concorrenza (art. 1751-bis c.c.): va fatto per iscritto, dura al massimo due anni dalla fine del contratto, e dà all'agente un'indennità che non ha natura di provvigione. Le conseguenze di una violazione del patto non le fissa l'articolo: dipendono da cosa prevede il patto e, in caso di lite, dal giudice.

Il modello di contratto di agenzia

In Word, sugli articoli 1742-1753 del codice civile: zona, esclusiva, provvigioni, preavviso, indennità e patto di non concorrenza, con l'accordo che scegli tu, commercio o industria. Gratis, via email.

Apri il modello →

FIRR e indennità: perché l'agente non ha il TFR

Il TFR è un istituto del lavoro dipendente: l'agente non ne ha diritto. A fine rapporto le sue voci sono altre.

  • FIRR. Un accantonamento annuo sulle provvigioni, a scaglioni fissati dagli AEC. Il preponente lo versa a Enasarco entro il 31 marzo dell'anno dopo; quello dell'ultimo anno va direttamente all'agente, il resto lo paga Enasarco dopo la fine del mandato. Nel commercio l'AEC 2025 ha alzato gli scaglioni per le provvigioni dal 1° gennaio 2026: calcolo FIRR.
  • Indennità di fine rapporto (art. 1751 c.c.). Spetta se l'agente ha portato nuovi clienti o ha sviluppato sensibilmente gli affari con quelli esistenti, se il preponente ne ricava ancora vantaggi sostanziali, e se è equa. Non supera un'annualità calcolata sulla media delle provvigioni degli ultimi cinque anni. Non spetta se il preponente recede per un inadempimento grave dell'agente, o se l'agente cede il contratto a un terzo. Va chiesta entro un anno dalla fine del rapporto ed è dovuta anche in caso di morte. Le regole dell'articolo non si possono derogare a svantaggio dell'agente.
  • Indennità suppletiva di clientela (AEC). Nel commercio: 3% delle provvigioni per i primi tre anni, 3,50% dal 4° al 6°, 4% dopo. Nell'industria: 3% su tutte le provvigioni, più 0,50% sulle provvigioni dal 4° anno e un altro 0,50% dopo il 6°; le due maggiorazioni valgono fino a 45.000 € di provvigioni l'anno.
  • Indennità meritocratica (AEC). Spetta solo se FIRR e suppletiva restano sotto il tetto dell'art. 1751 e ci sono le condizioni di quell'articolo. Si misura sull'aumento del fatturato nella zona o con i clienti, dall'inizio alla fine del rapporto. Nell'industria l'accordo proietta quell'aumento su un periodo di previsione, lo riduce ogni anno per i clienti che si perdono e applica un taglio forfettario.

Quanto vale ciascuna voce nel tuo caso: calcolo dell'indennità di fine rapporto.

Il contratto è in ordine. E il lavoro sul campo?

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Questo articolo è informativo e non sostituisce una consulenza legale. Per la tua situazione, rivolgiti a un consulente del lavoro o a un avvocato giuslavorista.

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