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Calcolo ritenuta d'acconto sulle provvigioni degli agenti di commercio

Il tuo calcolo

€
L'importo della provvigione in fattura, IVA esclusa.
Base della ritenuta
Aliquota 23%. Sul 20% se ti avvali in modo continuativo di dipendenti o terzi e lo dichiari al mandante.
Regime fiscale dell'agente
Imponibile della ritenuta
1.000,00 €
Ritenuta d'acconto23% sul 50% della provvigione
230,00 €
Peso effettivo sulla provvigione
11,5%
Provvigione al netto della ritenuta
1.770,00 €

Stima indicativa, non costituisce consulenza fiscale. La ritenuta è un anticipo sull'IRPEF, non un costo in più.

Se sei un agente

Il tuo mandante fa ancora questi conti su Excel? Mandagli questo calcolatore.

Come si calcola la ritenuta d'acconto

ritenuta = provvigione × 50% (o 20%) × 23%

La ritenuta d'acconto sulle provvigioni degli agenti di commercio la trattiene il mandante quando ti paga, e la versa al posto tuo. L'aliquota è quella del primo scaglione IRPEF, il 23%, ma non si applica su tutta la provvigione: di norma si applica sulla metà, quindi pesa l'11,5% (art. 25-bis DPR 600/1973).

Sul 50% o sul 20%

Se ti avvali in via continuativa dell'opera di dipendenti o di terzi, la base scende al 20% e la ritenuta pesa il 4,6%. Lo dichiari al mandante via PEC, e la dichiarazione vale fino a revoca o fino a quando perdi i requisiti.

Nel regime forfettario

Le provvigioni di chi è nel forfettario non sono soggette a ritenuta d'acconto. Basta dichiararlo al mandante (L. 190/2014, art. 1, comma 67).

Partendo dal netto

Se conosci solo quanto ti resta dopo la ritenuta, dividi per 0,885 (cioè 1 meno 11,5%): 1.770 € tornano 2.000 € di provvigione. Con la base al 20% dividi per 0,954. Se il netto che hai in mano comprende anche l'IVA al 22%, dividi per 1,105.

Esempio svolto

Provvigione di 2.000 €, regime ordinario, ritenuta standard sul 50%.

VoceCalcoloImporto
Imponibile della ritenuta50% di 2.0001.000,00 €
Ritenuta d'acconto23% di 1.000− 230,00 €
Peso effettivo230 su 2.00011,5%
Provvigione al netto della ritenuta2.000 − 2301.770,00 €

In fattura l'IVA si calcola sull'intera provvigione: 2.000 € più 440 € di IVA, meno 230 € di ritenuta, fanno 2.210 € sul conto. Se il mandante trattiene anche la tua quota Enasarco, il conto completo lo trovi nel calcolatore delle provvigioni.

I dati che usa il calcolatore

VoceValoreFonte
Aliquota della ritenuta23%, pari al primo scaglione IRPEF, a titolo di accontoart. 25-bis DPR 600/1973 (dal 2027 art. 39 D.Lgs. 33/2025)
Base ordinaria50% delle provvigioni: 11,5% effettivoart. 25-bis DPR 600/1973
Base ridotta20% delle provvigioni se l'agente si avvale in via continuativa di dipendenti o terzi: 4,6% effettivoart. 25-bis DPR 600/1973
Regime forfettarionessuna ritenuta, su dichiarazione al mandanteL. 190/2014, art. 1, comma 67
Scaglioni IRPEF 202623% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltreart. 11 TUIR, come modificato dalla L. 199/2025, art. 1, comma 3

Aggiornato al 24 settembre 2026. Aliquota e scaglioni IRPEF si ricontrollano ogni gennaio, dopo la legge di bilancio.

Domande frequenti

Dividi il netto per 0,885 con la base al 50%, o per 0,954 con la base al 20%. Esempio: 1.770 € netti diventano 2.000 € di provvigione, e la ritenuta è 230 €. Se nel netto c'è anche l'IVA al 22%, dividi per 1,105 (base al 50%).

Imponibile 2.000 €, IVA 22% 440 €, totale fattura 2.440 €. Sotto il totale sottrai la ritenuta d'acconto, 23% sul 50% dell'imponibile, cioè 230 €: il netto a pagare è 2.210 €. L'IVA si calcola sull'imponibile intero, non su quello ridotto. Se il mandante trattiene anche la tua quota Enasarco, il netto scende ancora: vedi il modello di fattura provvigioni.

Quando ti avvali in via continuativa dell'opera di dipendenti o di terzi e lo dichiari al mandante via PEC. La dichiarazione vale fino a revoca o fino a quando perdi i requisiti. In quel caso la ritenuta pesa il 4,6% della provvigione.

No. Le provvigioni dei forfettari non sono soggette a ritenuta d'acconto: lo dichiari al mandante (L. 190/2014, art. 1, comma 67). Nel calcolatore scegli "Forfettario" e la ritenuta va a zero. Per il conto di imposta e contributi c'è il calcolatore della partita IVA.

No. La ritenuta non dipende dal numero di mandati: contano la base (50% o 20%) e il regime fiscale. Mono e plurimandatario cambiano invece il massimale Enasarco, che trovi nel calcolo dei contributi Enasarco.

No, è un anticipo sulle tue imposte. Il mandante la versa al posto tuo e tu la scali dall'IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi. Per questo il netto che ricevi non è quello che ti resta davvero: il conto finale si fa con la dichiarazione.

No. Nel 2026 il primo scaglione IRPEF resta al 23%, e la ritenuta segue quello. È cambiato il secondo scaglione, dal 35% al 33% sui redditi da 28.000 a 50.000 € (L. 199/2025), che pesa sulla dichiarazione ma non sulla ritenuta.

No. Per gli incaricati alle vendite a domicilio la ritenuta è a titolo d'imposta: 23% sulle provvigioni ridotte del 22%, cioè il 17,94%, e chiude il conto (art. 25-bis, comma 6). Chi lavora con un mandato di agenzia ha invece la ritenuta ordinaria sul 50% o sul 20%. Dettagli nella guida alla vendita porta a porta.

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La ritenuta segue il primo scaglione IRPEF, che la legge di bilancio può cambiare. Ti scriviamo quando un valore di questo strumento cambia, e lo aggiorniamo.

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